Società M.S. Reduci Garibaldini
"GIUSEPPE GARIBALDI"
ENTE MORALE R.D. 28 FEBBRAIO 1899

 

 

NOTIZIE  E APPUNTAMENTI

 


ASSEGNATO A GIUSEPPE GARIBALDI IL 'PREMIO NAZIONALE RIGHETTO'

 

Lo scorso 11 febbraio, in occasione del 171° Anniversario della proclamazione della Repubblica Romana, Giuseppe Garibaldi, Direttore dell'Istituto e pronipote dell'Eroe, ha ricevuto il 'Premio Nazionale Righetto', assegnato dall'associazione culturale  "Gli Amici di Righetto", presieduta da Roberto Bruni.


Il Premio, giunto alla XVI edizione, è dedicato a una figura quasi leggendaria diventata il simbolo dei tanti ragazzini che nel 1849 sacrificarono la loro vita nella difesa della Repubblica Romana. Si dice che fosse un orfanello trasteverino di dodici anni, biondo e mingherlino. Durante l’assedio di Roma le bombe cadevano nel cuore della città, portando morte e distruzione. Righetto era tra i più svelti a gettarsi sulle bombe per soffocarle con uno straccio bagnato. Un giorno, mentre stava con alcuni compagni vicino a piazza Mastai, un ordigno cadde proprio vicino a lui. Accorse per spegnerlo, ma quello esplose in un inferno di fumo e schegge, dilaniando anche quella che era ormai tutta la sua famiglia, la fedele cagnetta Sgrullarella. Il ragazzo fu raccolto in condizioni disperate e spirò qualche settimana più tardi.

 

Giuseppe Garibaldi ha ricevuto il premio nel corso di una cerimonia organizzata presso  il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina (largo di Porta San Pancrazio – Roma), "per il suo impegno nella diffusione degli ideali risorgimentali e nella valorizzazione delle testimonianze lasciate dal bisnonno a Caprera".
 

Giuseppe Garibaldi ha ricevuto una piccola riproduzione della statua bronzea di Righetto di Pasquale Nava che da qualche anno è collocata sul Gianicolo, a sua volta copia del marmo eseguito nel 1851 da Giovanni Strazza e conservato nel palazzo Litta di Milano. Il giovinetto è raffigurato a torso nudo, con un paio di calzoncini laceri, il braccio sinistro alzato dopo aver strappato la miccia a una bomba. Tra le sue gambe è la vispa cagnolina sua compagna di avventura e di sventura.

La violinista Muriel Vittori ha eseguito l’Inno d’Italia, la Marsigliese e l’Inno alla  gioia.

È stata quindi presentata la terza edizione del fumetto “L’Audace Righetto”, con testo di Roberto Bruni e disegni di Rodolfo Torti.

 

 

 

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Questo sito è dedicato a donna Erika Garibaldi, vedova del Gen. Ezio Garibaldi, che ha diretto l’Istituto dalla sua ricostituzione fino al 2004, con passione, competenza e totale dedizione.

 

Le origini

 

L’Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi” rinasce nel 1981, in applicazione dello Statuto della Società di Mutuo Soccorso tra Reduci garibaldini “Giuseppe Garibaldi”.

Fondata dall’Eroe l’8 giugno 1871 a Roma ed eretta in Ente Morale nel 1899 come “Società tra i Reduci delle Patrie Battaglie,” presidente perpetuo onorario l’Eroe dei Due Mondi, è la prima associazione che riunisce i reduci garibaldini al fine di “diffondere i valori della libertà dei popoli e della tutela dei diritti umani, attraverso azioni di utilità sociale e beneficenza e per gli scopi primari di solidarietà”.

 

 

  

Gli scopi

Gli scopi dell’Istituto, quali si evincono dal documento statutario, sono:

a.    mantenere vivi in Italia ed all’estero, i principi di pensiero e di azione legati a Giuseppe Garibaldi, alla tradizione garibaldina e risorgimentale, nonché ai valori connessi all’unità nazionale ;

b.    condurre ricerche e studi, in Italia ed all’estero, connessi con l’epopea garibaldina e con quella risorgimentale anche in rapporto all’attualità del nostro tempo, curandone la diffusione;

c.    raccogliere in Italia ed all’estero, documenti e materiali d’interesse storico curandone lo studio e la conservazione;

d.   valorizzare e tutelare il patrimonio artistico ed i cimeli conservati nella sede;

e.    contribuire a valorizzare e conservare il Mausoleo-Ossario Garibaldino, al Gianicolo.

f.     contribuire alla tutela dei beni storico-artistici, pubblici e privati, afferenti l’epopea risorgimentale

 

I soci e l’organizzazione

L’Istituto è retto da un Consiglio Direttivo e coadiuvato dal Comitato Scientifico e dal Comitato d’Onore. Si avvale di Comitati regionali e Sezioni periferiche, in Italia ed all’estero e della collaborazione di Associazioni collegate.

L’Istituto è rappresentato con due consiglieri presso la Commissione per l’Edizione Nazionale degli scritti di G. Garibaldi ,dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e costituita nel 1932 su iniziativa del Gen. Ezio Garibaldi, già presidente della Federazione Nazionale Volontari garibaldini.

Si può essere ammessi all’Istituto come Soci Ordinari, Benemeriti, o d’Onore secondo quanto stabilito dallo Statuto.

 

La sede

  

Il grande portale di ingresso

La Sede centrale dell’Istituto è a Roma, ospitata nei locali demaniali di Piazza della Repubblica 12, al primo piano del Complesso Monumentale “Paolino alle Terme”, a fianco della Basilica di S. Maria degli Angeli, ai quali si accede, varcato il grande portone qui effigiato, attraverso il Cortile Garibaldino, ornato da lapidi monumentali dedicate a Guglielmo Oberdan e ai partigiani garibaldini della Seconda Guerra Mondiale.

  

L’archivio e il museo

Nella Sede romana è conservata un’ampia raccolta documentale, vincolata dalla Soprintendenza Archivistica del Lazio ed attualmente in via di ricatalogazione, relativa ai fatti risorgimentali dal 1848 in poi, all’associazionismo democratico e assistenziale, con particolare attenzione al periodo tra la nascita della Nazione e la prima Guerra Mondiale, alle spedizioni garibaldine tra il 1896 e il 1914, Grecia e Argonne, al garibaldinismo tra la prima e seconda Guerra Mondiale ed al ruolo dei valori garibaldini nel fuoriuscitismo e nell’antifascismo. Impreziosiscono inoltre la raccolta, rassegne stampa e documentazioni fotografiche d’epoca, in ricatalogazione, la collezione della testata originale di “Camicia Rossa”.

 L’Istituto si fregia inoltre di oggetti e cimeli legati alla figura del Generale e di valore storico, come la prima Bandiera della Repubblica Romana  e artistico, come i bozzetti di alcuni tra i più famosi monumenti romani dedicati a Garibaldi ed Anita, bronzi dello scultore Rutelli, opere di Ximenes, Moschetti, Bistolfi, ecc., raccolti in esposizione museale.

Alcuni dei cimeli custoditi nell’Istituto: modello in gesso del busto di Garibaldi a Caprera di Luigi Bistolfi (1883), modello in gesso di Mario Rutelli del gruppo Garibaldi con Anita morente del basamento del monumento di Anita sul Gianicolo; modello in gesso di Rutelli del basamento del monumento di Anita sul Gianicolo, busto in bronzo di Garibaldi di G. Moschetti (1883); labari garibaldini; bandiera della Repubblica Romana (1849).

 

Una veduta di insieme del salone

Modello di Rutelli del basamento

del monumento di Anita

sul Gianicolo

Modello  diAnita morente

del  monumento sul Gianicolo

Busto di Garibaldi (1883)

opera di G. Moschetti

Labaro garibaldino

Labaro garibaldino

 

 

 

La bandiera della Repubblica Romana